Preparare un sito per i motori di ricerca AI è molto meno esotico di quanto sembri.
La cosa più interessante della guida Google 2026 è proprio questa: per la ricerca generativa, le buone pratiche SEO di base continuano a essere fondamentali. Google sconsiglia di inseguire tattiche “AEO/GEO” artificiali al posto di contenuti realmente utili.
1. Il sito deve poter essere letto
Sembra banale, ma prima viene la crawlability.
Robots, noindex, JavaScript, canonical e sitemap devono essere coerenti.
Per ChatGPT, OpenAI indica esplicitamente OAI-SearchBot come crawler da non bloccare se vuoi favorire la comparsa dei contenuti nelle risposte di ricerca.
2. Scrivi risposte che abbiano un punto
Una pagina da 1.500 parole non è automaticamente migliore di una da 600.
Quello che serve è una risposta chiara.
Esempio:
“Quando conviene un gestionale su misura?”
Apri con la risposta. Poi spiega casi, limiti, costi e alternative.
Questo aiuta la persona e rende il contenuto più facile da interpretare.
3. Porta esperienza, non solo sintesi
Google insiste molto su contenuti people-first e sull’esperienza diretta.
Se tutti possono scrivere “un sito veloce migliora l’esperienza”, tu puoi raccontare cosa hai trovato in un progetto reale, cosa hai cambiato e cosa hai misurato.
Questo crea informazione nuova.
4. Cita fonti quando fai affermazioni verificabili
Se riporti dati sull’adozione dell’AI, usa Eurostat.
Se parli di sicurezza, OWASP o NIST.
Se parli di ricerca Google, Google Search Central.
È utile per il lettore e rende più chiaro il confine tra esperienza personale e dato esterno.
5. Cura entità e coerenza
Nome azienda, servizi, località, persone, contatti e casi dovrebbero essere coerenti nel sito e nei profili pubblici.
Un motore AI deve capire “chi è MAYANprojects” e quali argomenti tratta.
La confusione semantica non aiuta.
6. Usa dati strutturati quando hanno senso
Google usa i dati strutturati per comprendere meglio elementi specifici.
Article, Organization, Product, LocalBusiness: vanno usati solo se descrivono davvero il contenuto.
Il markup non inventa autorevolezza.
7. Crea collegamenti interni
Una guida su AI privata dovrebbe collegarsi al servizio AI, a un caso reale e magari a una pagina sul gestionale.
Questo costruisce un contesto tematico utile anche per la navigazione.
8. Aggiorna
Un articolo “come preparare il sito per l’AI” del 2023 può diventare vecchio rapidamente.
Aggiungi date, controlla fonti e aggiorna quando cambiano crawler, documentazione o funzioni di ricerca.
Cosa non fare
Non creerei 100 pagine quasi identiche.
Non inserirei testo nascosto “per l’AI”.
Non userei llms.txt come se fosse un requisito universale: Google, nella guida 2026, dice esplicitamente che file aggiuntivi non necessari non sostituiscono la SEO.
Non pubblicherei testi AI in massa senza revisione. Google considera problematico l’uso su larga scala quando il contenuto non aggiunge valore.
Una checklist pratica
- sito crawlable;
- sitemap corretta;
- canonical coerenti;
- pagine veloci;
- contenuti originali;
- risposte dirette;
- fonti;
- autore e azienda riconoscibili;
- internal linking;
- dati strutturati pertinenti;
- aggiornamenti.
Il lavoro per “farsi leggere dall’AI” assomiglia molto al lavoro necessario per costruire un buon sito per le persone. Ed è un buon segno.
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