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Digital Journal · 11 Ottobre 2026

Dal problema alla soluzione: esempi reali di progetti digitali

I progetti digitali diventano interessanti quando smettiamo di raccontarli come una lista di tecnologie. “React, WordPress, AI, CRM” dice poco. Molto più utile raccontare: qual era il problema, cosa abbiamo scoperto, cosa abbiamo cambiato…

I progetti digitali diventano interessanti quando smettiamo di raccontarli come una lista di tecnologie.

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“React, WordPress, AI, CRM” dice poco.

Molto più utile raccontare: qual era il problema, cosa abbiamo scoperto, cosa abbiamo cambiato e come abbiamo verificato il risultato.

Ecco alcuni esempi dal lavoro MAYAN.

Caso 1: una pagina pesante, ma la funzione serviva

In un progetto web avevamo un Virtual Tour 360° utile dal punto di vista commerciale. Il problema era il peso: la pagina caricava una risorsa molto grande già all’apertura, contribuendo a un payload complessivo oltre i 30 MB.

La soluzione facile sarebbe stata togliere il tour.

Ma il tour serviva.

Abbiamo quindi cambiato il comportamento: preview leggera e caricamento dell’esperienza completa solo al click.

Risultato: la funzione resta, ma non viene pagata in termini di caricamento iniziale da chi non la usa.

La lezione è semplice: prima di eliminare una funzione pesante, chiediti se puoi spostarne il costo nel momento in cui serve davvero.

Caso 2: il gestionale non falliva “a caso”

In un gestionale, il salvataggio di alcuni documenti poteva tornare a una bozza vuota.

Il sintomo faceva pensare a un problema generico di salvataggio.

Analizzando il flusso, invece, il problema era più preciso: alcuni stati venivano impostati prima che il documento avesse ricevuto il proprio numero, e una parte della logica non gestiva bene quel caso.

La correzione è stata piccola rispetto al problema percepito.

Prima abbiamo isolato la condizione, poi modificato il comportamento e infine testato lo scenario reale.

Lezione: un bug grande non richiede necessariamente un fix grande.

Caso 3: costruire pagine SEO senza creare duplicati

Quando abbiamo ampliato la copertura GEO/AEO di MAYAN, la soluzione più semplice sarebbe stata creare una pagina per ogni servizio e ogni città.

Otto servizi per quattro province: decine di landing quasi identiche.

Abbiamo scelto il contrario.

Pagine nazionali per i servizi, hub regionale Abruzzo, pagine locali solo dove esiste un intento distinto e contenuti editoriali per domande reali.

Il risultato è un’architettura più piccola ma più leggibile.

La lezione: “più pagine” non significa “più SEO”.

Caso 4: il software deve seguire chi lo usa

Nel lavoro sui rapportini operativi, il contesto è mobile: gli operatori sono sul campo.

Questo cambia le priorità.

Una schermata perfetta da desktop ma scomoda da telefono è sbagliata anche se tecnicamente funziona.

Per questo il mobile-first non è uno stile. È una decisione che nasce dall’ambiente reale in cui viene usato il software.

Il metodo dietro questi casi

In tutti gli esempi il processo è simile:

analizza → verifica → decidi → esegui → testa.

Non partire dalla soluzione.

Parti dal problema osservabile.

Non cambiare cinque cose insieme.

Fai una modifica significativa e verifica.

Se non funziona, torna all’architettura invece di accumulare patch.

Perché raccontare i problemi

Molte aziende mostrano solo il risultato finale.

Ma per chi deve scegliere un fornitore, capire come ragiona di fronte a un problema è spesso più utile di una galleria perfetta.

Un progetto digitale serio non è quello in cui non succede mai nulla.

È quello in cui errori, vincoli e prestazioni vengono affrontati con un metodo verificabile.

Approfondisci su MAYANprojects

Fonti

  1. Google Search Central — People-first content
  2. Google Search Central — Page experience
  3. OWASP — Top 10:2025
Dal Journal al progetto

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